Friday, 25 July 2014 00:00

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Written by  di Rosy Romano
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Roma, 23 Giugno 2014 – Si sentiva il bisogno di aprire un’altra paninoteca a Roma? Ebbene sì, se le parole chiave sono gusto, scelta, qualità e gourmet. Se poi ci aggiungi un tocco di mistero, riservatezza, mondo parallelo, intimità, la perfezione è raggiunta. Su via Fanfulla da Lodi, Massimo Innocenti e Agathe Jaubourg (già ideatori del Micca Club e del bar ristorante Necci) danno vita alla Premiata Panineria al Pigneto e Spirito, che aprono le porte a Roma dal 24 giugno 2014.
Michele (Foto: Andrea Di Lorenzo)

Sei metri di bancone accolgono i clienti che entrano nella Premiata Panineria al Pigneto, a cui viene prontamente presentato il menu ricco di carni e pesce d’eccellenza per i panini arricchiti con le salse home made. Il personale è impeccabile, il cuoco e gli aiutanti sempre sincronizzati al fine di confezionare ogni portata al meglio e nel minor tempo possibile.

I sei panini in carta (per carnivori, vegetariani e vegani) i cartocci di fish&chips, le patatine (qui chiamate Premiatine) si mangiano al banco, o sulle mensole accomodati sugli alti sgabelli, di fronte ad una lavagna che copre tutta la parete su cui eventualmente potete lasciare la vostra impronta (i gessetti sono a portata di mano, ma non rovinate la magia).

I prodotti sono tutti di ottima qualità e selezionatissimi: il baccalà è un merluzzo del Baltico di prima scelta; il macinato (che da il nome al panino) è di vitellone razza marchigiana e arriva da Picinisco, nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Anche le semplici patate sono scelte tra quelle a pasta gialla del Fucino. Piatto forte della casa è il “Premiato”, pane al nero di seppia con filetto di merluzzo in crosta di fiocchi di mais e salsa tartara artigianale.

I prezzi vanno da un minimo di 4 € (pane e panelle) a un massimo di 6,50 € (panino Macinato), con la possibilità di creare il proprio panino con l’aggiunta di pancetta, formaggio, condimenti e salse.

Ma le sorprese e la magia non finiscono qui. Con accesso esclusivamente dall’interno della paninoteca, e solo su prenotazione, si apre un mondo parallelo, quello di Spirito. Un club fuori dal comune, con un bancone del bar stupefacente e un grande tavolo che fa da roulette russa e tavolo da Black Jack dove si può far finta di giocare. La musica jazz dal vivo, le candele su ogni tavolo, le poltrone in pelle rossa,  cocktail curati nei minimi dettagli e dal gusto impeccabile preparati da professionisti (Valentina Bertello, Lela Ernandes, Alessandro Bolzonella) danno quasi la sensazione di essere catapultati indietro di un centinaio di anni,, nella New York degli anni ’20, in pieno proibizionismo. Ma non c’è nulla di proibito qui. E soprattutto la buona educazione e gentilezza, qui, hanno forme ben definite, tanto da averle regolate con una carta del locale. Uso dei cellulari se proprio non se ne può fare a meno, buone maniere con i bartender, niente coretti da stadio, niente cocktail a chi ne ha già avuti troppi, niente musica techno, niente atteggiamenti da bisca.

L’unica nota stonata è stato proprio quel trillo di telefono della cassiera dal volume un po’ troppo alto.

L’ingresso a “Spirito” è per chi ha prenotato o, per i più fortunati che trovano un tavolo libero, ma non si consuma in piedi. Il tavolo, da “Spirito”, è talmente importante che alcuni saranno dedicati a clienti speciali che firmeranno il loro tavolo con una targhetta.

Da non dimenticare, la terrazza: all’aperto lo stile cambia, abbandona le architetture da raffinato club notturno per arredamenti informali, colorati, in perfetta sintonia con l’understatement del Pigneto.

Read 964 times Last modified on Friday, 25 July 2014 17:37
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