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Martedì, 08 Luglio 2014 00:00

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24 Giugno 2014 - Aprono oggi nel quartiere Pigneto di Roma Premiata Panineria Pigneto e Spirito, creazioni di Massimo Innocenti e Agathe Jaubourg (già ideatori del Micca Club e del bar ristorante Necci). Due locali in controtendenza con la moda del momento, in cui il cibo svolge un ruolo di coprotagonista e non di attore principale che invece spetta al bere. Sono due realtà comunicanti – vi spiegheremo poi come – ma che hanno due anime completamente diverse.

Premiata Panineria Pigneto ricorda una salsamenteria sia per atmosfera che per lo stile. Al centro troneggia un banco lungo ben 6 metri in cui fanno bella mostra i dessert (fatti ad hoc dalla rinomata Pasticceria Necci) e una esposizione orizzontale di bevande rigorosamente italiane, analcoliche e birre. Come suggerisce il nome, qui si mangiano panini fatti come si deve, quindi buon pane – realizzato da Stefania Pistillo del Forno Necci – farciture interessanti preparate con ottima materia prima come Il baccalà che è un merluzzo del Baltico di prima scelta per realizzare il Premiato, pane al nero di seppia con filetto di merluzzo in crosta di fiocchi di mais e salsa tartara artigianale. Oppure il macinato che da il nome al panino omonimo con l’hamburger di vitellone razza marchigiana e arriva da Picinisco, nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Alle 6 tipologie di panini, si uniscono anche un fish&chips con filetti di baccalà in pastella e sfoglie di patate del Fucino, le panelle con pepe rosa e ancora molto altro. Non ci sono tavoli, ma solo mensole e sgabelli alti dove accomodarsi. Il menù sembra interessante con prezzi più che onesti, da un minimo di 4 € (pane e panelle) a un massimo di 6,50 € (panino Macinato), con la possibilità di creare il proprio panino con l’aggiunta di pancetta, formaggio, condimenti e salse.

Gli sguardi più attenti noteranno sul fondo della sala una porta da cella frigorifera, quella delle macellerie per intenderci. C’è scritto Carni Scelte e al centro è posizionato un citofono ad  anticipare l’accesso ad un altro ambiente, da qui infatti si entra nel magico mondo di Spirito, il club più inconsueto della capitale. Lontani anni luce dall’atmosfera familiare e rassicurante della Panineria appena visitata, siamo nel più puro secret bar, un gentlemen club destinato a chi considera il bere una cultura e non una abitudine. Ben 130 posti totali – 70 interni e 60 in terrazza – per un locale che ruota intorno al drink ma che è lontano anni luce da un pub o da un bar, infatti un vero e proprio vademecum regola il tempo che gli ospiti passeranno da Spirit. Per trascorrere del tempo da Spirito sarà necessario seguite le regole elencate nella carta del locale dunque uso dei cellulari solo se strettamente necessario, buone maniere con i bartender, niente coretti da stadio, niente cocktail a chi ne ha già avuti troppi, niente musica techno, niente atteggiamenti da bisca. Il collegamento con la vicina Panineria rende possibile accompagnare i drink con panini o cartocci di fish&chips.

Spirito mescola stili esattamente come si fa con gli ingredienti di un cocktail. Ferro e grandi vetrate amalgamano la sala con gli spazi all’aperto, un giardino con tavolini e sopra una grande terrazza. Eleganti poltrone e divani di pelle rossa circondano il pianoforte e il tavolo da gioco che funge da banco bar. Dal doppio fondo del bancone bar spunta una roulette e, naturalmente, l’esposizione delle bottiglie, perché questo è il regno di chi beve responsabilmente, e con il desiderio di un bicchiere preparato da professionisti (Valentina Bertello, Lela Ernandes, Alessandro Bolzonella), servito con tutte le attenzioni che merita un drink di alto livello. All’aperto lo stile cambia, abbandona le architetture da raffinato club notturno per arredamenti informali, colorati, in perfetta sintonia con l’understatement del Pigneto. “Spirito” vuole farsi portavoce della cultura del bere bene, regalare ai suoi ospiti momenti unici, andare oltre le mode e le convenzioni, suggestionare gli appassionati e sedurre i neofiti.

Da spirito si entra solo su prenotazione e il tavolo ricopre un ruolo così importante che alcuni saranno dedicati ai clienti speciali che firmeranno il loro con una targhetta.

Entrambi i locali saranno aperti dal mercoledì al lunedì (martedì riposo), dalle ore 20.00 alle 03.00.

Mercoledì, 25 Giugno 2014 00:00

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PREMIATA PANINERIA/SPIRITO: LOCALE DOUBLE FACE A ROMA

Quando si arriva, si pensa che sia tutto lì, che la Premiata Panineria sia uno dei tanti, intriganti posticini del gusto, l’ennesimo street food nel cuore del Pigneto, uno dei quartiere della movida romana. E, invece, con gran meraviglia, si scopre subito che dietro una porta bianca, accanto a un bancone delle meraviglie traboccante di bontà varie, insospettabilmente c’è Spirito, un club davvero insolito.  Una volta entrati – sorpresa! – ci si trova in un ambiente sobriamente elegante, tavolini neri e poltroncine vermiglie, musica dal vivo, postazione bar con specialisti del cocktail, che sfornano bevande ad alto gradimento. È piacevole e spiazzante quest’antro delle delizie alcoliche, da cui si accede anche a una terrazza: uno spazio inimmaginabile visto che ci si trova in un quartiere popoloso, pieno di palazzi multipiano. Due corpi e un’anima, è la prima cosa che viene in mente. Fuori, la Premiata Panineria, architettonicamente simile alle boulangerie più chic, e dentro Spirito, un secret bar che shakera stili e suggestioni diverse, proprio come si fa con gli ingredienti di un cocktail.

La prima usa materie d’eccellenza – carni laziali per hamburger da urlo, baccalà superior di merluzzi danesi e patate biologiche per Fish&Chips strepitosi, tanto per dirne qualcuna – e il secondo, location perfetta per gli amanti del buon bere, sciorina una carta con vini e birre selezionate, distillati e cocktail preparati da bravi bartender in un’atmosfera sobria e rilassante. Così, con quest’inconsueto locale bifronte, i due proprietari, Massimo Innocenti e Agathe Jauboug, hanno fatto di nuovo centro, questa volta al Pigneto. Provare per credere.

Lunedì, 23 Giugno 2014 00:00

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Roma, 23 Giugno 2014 – Si sentiva il bisogno di aprire un’altra paninoteca a Roma? Ebbene sì, se le parole chiave sono gusto, scelta, qualità e gourmet. Se poi ci aggiungi un tocco di mistero, riservatezza, mondo parallelo, intimità, la perfezione è raggiunta. Su via Fanfulla da Lodi, Massimo Innocenti e Agathe Jaubourg (già ideatori del Micca Club e del bar ristorante Necci) danno vita alla Premiata Panineria al Pigneto e Spirito, che aprono le porte a Roma dal 24 giugno 2014.
Michele (Foto: Andrea Di Lorenzo)

Sei metri di bancone accolgono i clienti che entrano nella Premiata Panineria al Pigneto, a cui viene prontamente presentato il menu ricco di carni e pesce d’eccellenza per i panini arricchiti con le salse home made. Il personale è impeccabile, il cuoco e gli aiutanti sempre sincronizzati al fine di confezionare ogni portata al meglio e nel minor tempo possibile.

I sei panini in carta (per carnivori, vegetariani e vegani) i cartocci di fish&chips, le patatine (qui chiamate Premiatine) si mangiano al banco, o sulle mensole accomodati sugli alti sgabelli, di fronte ad una lavagna che copre tutta la parete su cui eventualmente potete lasciare la vostra impronta (i gessetti sono a portata di mano, ma non rovinate la magia).

I prodotti sono tutti di ottima qualità e selezionatissimi: il baccalà è un merluzzo del Baltico di prima scelta; il macinato (che da il nome al panino) è di vitellone razza marchigiana e arriva da Picinisco, nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Anche le semplici patate sono scelte tra quelle a pasta gialla del Fucino. Piatto forte della casa è il “Premiato”, pane al nero di seppia con filetto di merluzzo in crosta di fiocchi di mais e salsa tartara artigianale.

I prezzi vanno da un minimo di 4 € (pane e panelle) a un massimo di 6,50 € (panino Macinato), con la possibilità di creare il proprio panino con l’aggiunta di pancetta, formaggio, condimenti e salse.

Ma le sorprese e la magia non finiscono qui. Con accesso esclusivamente dall’interno della paninoteca, e solo su prenotazione, si apre un mondo parallelo, quello di Spirito. Un club fuori dal comune, con un bancone del bar stupefacente e un grande tavolo che fa da roulette russa e tavolo da Black Jack dove si può far finta di giocare. La musica jazz dal vivo, le candele su ogni tavolo, le poltrone in pelle rossa,  cocktail curati nei minimi dettagli e dal gusto impeccabile preparati da professionisti (Valentina Bertello, Lela Ernandes, Alessandro Bolzonella) danno quasi la sensazione di essere catapultati indietro di un centinaio di anni,, nella New York degli anni ’20, in pieno proibizionismo. Ma non c’è nulla di proibito qui. E soprattutto la buona educazione e gentilezza, qui, hanno forme ben definite, tanto da averle regolate con una carta del locale. Uso dei cellulari se proprio non se ne può fare a meno, buone maniere con i bartender, niente coretti da stadio, niente cocktail a chi ne ha già avuti troppi, niente musica techno, niente atteggiamenti da bisca.

L’unica nota stonata è stato proprio quel trillo di telefono della cassiera dal volume un po’ troppo alto.

L’ingresso a “Spirito” è per chi ha prenotato o, per i più fortunati che trovano un tavolo libero, ma non si consuma in piedi. Il tavolo, da “Spirito”, è talmente importante che alcuni saranno dedicati a clienti speciali che firmeranno il loro tavolo con una targhetta.

Da non dimenticare, la terrazza: all’aperto lo stile cambia, abbandona le architetture da raffinato club notturno per arredamenti informali, colorati, in perfetta sintonia con l’understatement del Pigneto.

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